Nel mio percorso di formazione ho svolto attività con la provocative therapy a Miami (USA). E' un approccio che deriva dalla terapia centrata sul cliente di Rogers. La provocazione umoristica viene considerata un potente motore per il cambiamento. La fiducia nelle risorse di sè e degli altri è il fondamento di ogni intervento. La fede nelle capacità di guarigione è frutto dei risultati eclatanti ottenuti in tempi molto brevi!
Di origine Rogersiana, la terapia provocativa fa capo a Frank Farrelly, che ha trasformato l'approccio centrato sul cliente declinandolo col proprio carattere anticonformista, alla ricerca di una spontaneità totale durante la seduta. Il terapeuta comunica al paziente quello che pensa di lui, tutto. Ciò significa che se lo trova antipatico, glielo dice, in totale coerenzacon ciò che sente nell'ic et nunc della seduta.
L'approccio provocativo è una caratteristica personale che spinge a diventare un terapeuta in grado di integrare la propria natura anticonvenzionale con le necessità insite nella stessa psicologia intesa come pratica di aiuto e sostegno, come relazione in grado di produrre cambiamenti evolutivi. Provocare per cambiare, questo è quello che fa la provocative therapy.
Lo humor con cui il terapeuta provocativo condisce le sedute proviene dallo stesso luogo dal quale deriva la gioia per la vita: un mandato transpersonale. Il terapeuta provocativo è un joker: fa ridere tutti, senza badare al lignaggio. Non ha rispetto di nessun ruolo, e più il ruolo è ufficialmente riconosciuto, più egli lo deride, ma attenzione: la derisione del ruolo è inversamente proporzionale al Rispetto per l'uomo. La fiducia nelle potenzialità dell'essere umano è essenziale. La fede nelle sue capacità di guarigione è fondamentale.
Negli interventi di gruppo con le scuole le procovazioni sono giocate con umorismo, col fine di portare l'individuo a disidentificarsi dal suo problema facendoci su una risata. La provocativa aiuta a bilanciare la cultura materna del gruppo, che tenderebbe altrimenti ad allontanare proprio coloro che avrebbero maggior necessità di un confronto col materno. La caratteristica funzione maschile di "affetto condizionato" serve a stabilire regole condivise che tutti sono chiamati responsabilmente a rispettare come base per gli incontri: riservatezza per le informazioni sentite e rispetto per le altre persone. A partire da queste basi il gruppo può partire...